Italiano

La Via dei Monti Sacri

Castelmonte, Maria Zell e Monte Santo sono tre santuari noti, molto frequentati e meta costante di pellegrinaggi. Il Monte Santo sull’orlo dell’altipiano della Bainsizza, Maria Zell (traduzione locale in Cel) sulle alture del Kanalski Kolovrat ed è il santuario di Castelmonte sopra Cividale, sono collegati fra loro da una antica via e formano un triangolo straordinario di chiese consacrate alla Madonna.

Dall’arca del santuario di Maria Zell, a quota 600 s.m.l., sono ben visibili gli altri due santuari, con interposte da una parte la Valle dell’Isonzo e dall’altro la Valle dello Judrio. Alla via di collegamento dei tre santuari si può accedere da Solcano (Solkan) per arrivare al Monte Santo, mentre da Cividale o da Prepotto si arriva al santuario di Castelmonte. Maria Zell è raggiungibile da Prepotto attraverso il valico di Molino Vecchio, dal Collio sloveno da Luico per chi passa per Canale (Slo). In macchina o in autobus è possibile visitare tutti i tre santuari in un sol giorno. Il percorso in mountain bike o quello più consueto del pellegrinaggio a piedi, richiedono più tempo (due giorni), ma sono indubbiamente molto piacevoli ed emotivamente più stimolanti.

 

Versante Italiano

Il percorso sul territorio italiano si estende lungo il versante destro dello Judrio. Da cui pendii boschivi si domina la valle sottostante; a tratti volgendo lo sguardo a sud-est s’intravede la vallata che da Cormons porta verso il mare, mentre, da altri punti panoramici è possibile spaziare sul versante sloveno della valle, dove sopra l’abitato di Lig spicca il santuario di Maria Zell (o Maria Cel). Per il tipo di percorrenza, il tracciato complessivo di 8 km con un dislivello poco inferiore ai 600 m. può essere idealmente suddiviso in tre tappe, con i punti estremi e intermedi, raggiungibili anche in automobile: Molino Vecchio è il punto di congiungimento con il tratto sloveno il valico è percorribile liberalmente. Lungo il percorso è possibile trovare tanti ruscelli e sorgenti, sopratutto nel primo tratto.

Il percorso nel complesso è agevole: occorre prestare attenzione nel tratto Oborza-Marcolino dove, sopratutto nella parte iniziale, il sentiero è più stretto e meno visibile. Lungo tutto il tracciato sono previsti successivi interventi di ripristino e di adeguamento “turistico”.

 

1 - Molino Vecchio, Codromaz, chiesetta di S.Antonio in prossimità di Oborza.Tempo di Percorrenza 1 ora 2 30 minuti in salita, con un dislivello massimo di 400 m.

 

2 - S.Antonio-Oborza, Marcolino, borgo rurale completamente ristrutturato ma purtroppo abitato occasionalmente da emigranti. Tempo di percorrenza 30 min. In discesa da 466 a 309 m.

 

3 - Marcolino, Kanc, Castelmonte. Il tratto fino a Kauc è su una strada forestale pressoché a quota costante (45 min.). L’ultimo tratto da 410 m. porta a Castelmonte (618 m.) su vecchia mulattiera, a tratti ancora pavimentata. Tempo di percorrenza totale 1 ora e 40 minuti circa.

 

Una fitta rete di collegamenti stradali consente, a chi si organizza, il ritorno a Molino Vecchio in macchina (15-20 min), con punti panoramici, punti di ristoro e vecchi borghi di interesse storico culturale. Il ritorno a piedi prevede parecchie varianti e richiede dalle 2.30 alle 3 ore a seconda dell’itinerario scelto.

Lungo i percorsi consigliati si trovano numerose testimonianze storiche, curiosità naturali e interessanti aspetti della cultura e delle tradizioni locali. Anche i prodotti tipici come il vino, la gubana, il miele e le castagne completano l’attrattiva turistica. Tutta l’area lungo il confine è stata teatro di grandi battaglie nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Dalla catena del Kolovrat fino a Monte Santo numerose sono le testimonianze dei tragici fatti di guerra, in memoria dei quali lungo l’Isonzo viene tracciata ora una strada denominata “Via della Pace”.

 

Versante Sloveno

A coloro che decidono di percorrere questo tratto a piedi sono suggeriti due percorsi tradizionali già usati nel lontano passato dai pellegrini. Dal Monte Santo si scende verso la località Prescki vrh, a quota 500, e si continua in direzione del canale di Blaske, dove si ha la possibilità di scegliere tra due varianti: quella verso Deskle (Descla) e quella più lunga verso Canale d’Isonzo. Il tratto da Lig in poi è per tutte e due le varianti uguale, e cioè attraverso Britof, lungo il fiume dello Judrio al santuario di Castelmonte.

 

   Per Deskle

Per arrivare a Deskle si segue prima una carrareccia, che per un tratto attraversa un bosco e prosegue sino al casale di Paljevo (m.293 s.l.m.), ore 3 da Monte Santo, e poi passando per un sentiero si raggiunge Deskle, a quota 93 s.l.m. (mezz’ora da Paljevo). Passando per i villagi di Goljevica (m.392) e Kamenca (m.541) si sale sulla strada dorsale del Kanalski Kolovrat (m.697) e poi ci si dirige verso Lig ed il santuario di Maria Zell, a quota 680 s.l.m. (km 9, 2 ore e mezza).


   Per Canale d’Isonzo

Il percorso da Preski vrh, attraverso Kanalski vrh fino a Canale d’Isonzo, a quota 105 s.l.m., è lungo 12,1 km (5 ore). A Canale si attraversa il ponte dell’Isonzo e poi si prosegue per la strada asfaltata verso Lig. Passati circa 200 m. si prende il sentiero a sinistra che sale alle case di Colnica, poi si prosegue fino al santuario di Maria Zell (3,5 km, 1 ora e mezza). Da Maria Zell si passa i villaggi di Markici e Filej fino a giungere nella Valle dello Judrio e poi si prosegue verso il valico di frontiera a Britof a quota 210 (3,7 km, 1 ora e mezza).

 

Il Percorso in macchina

Itinerario sloveno con partenza Monte Santo

L’itinerario suggerito passa attraverso strade asfaltate statali e comunali dal Monte Santo per Preval (Sella di Gargaro/Dol); Gargar (Gargaro); Bate (Battaglia della Bainsizza); Kanalski vrh (Verco di Canale); Kanal (Canale d’Isonzo); Lig (Liga); Britof (Britovo); Oborza fino a Castelmonte (km 42). Dal Monte Santo si passa attraverso la Conca di Gargaro verso la Bainsizza e poi attraverso Verco di Canale a Canale d’Isonzo nella Valle dell’Isonzo. Questo tratto è lungo 21 km. Da Canale d’Isonzo la strada sale con lunghi tornanti, passando l’abitato di Colenza (Colnica) raggiunge le alture del Kanalski Kolovrat per poi percorrere il dorsale che porta a Lig. Da qui poche decine di metri il paese, facendo una passeggiata a piedi oppure proseguendo in macchina. Da Lig si scende verso i casali di Lovisce e Strmec (Stramizza) raggiungendo il paesello di Britof (Britovo), che dista circa 5 km e si trova a ridosso del confine.

 

Itinerari italiani con partenza da Prepotto

Valle dello Judrio fino a Molino Vecchio, poi ritorno per Codromaz, Berda, Covacevizza, Castelmonte o come suggerito nella cartina turistica slovena… dopo l’eventuale ingresso da Molino Vecchio, ci si dirige verso il casale di Podresca lungo il fiume dello Judrio. Al bivio si prende la strada in salita verso Oborza, proseguendo si raggiunge il santuario di Castelmonte (da Britof 7 km).

 

 

Il percorso in mountain bike

Tratto sloveno

Il percorso di mountain bike consigliato passa in parte attraverso strade sterrate ed in parte per quelle asfaltate e meno frequentate. Il percorso dal Monte Santo (a metri 682 s.l.m.) alla valle dell’Isonzo attraverso Zagora fino a Plave (m.90) è lunga 11,2 km, strada sterrata fino al casale Zagomilla (Sagomilla) lunga 4,2 km. Da Plave la strada sale con lunghi tornanti al paese di Vrtace (Urtazza) e sul dorsale delle alture del Kanolski Kolovrat (m. 725) prossegue raggiungendo Lig, a quota 620 s.l.m.. Questo tratto è lungo 14,7 km dei quali 7,9 km, dal casale Zamedveje fino alla strada dorsale, la strada è su sterrato. L strada da Lig scende, toccando i casali di Lovisce e Strmec (Stramizza), fino al paesello di Britof, a quota 210 s.l.m..

 

Tratto italiano

Il tracciato che viene indicato sulla cartina slovena e che da Cosson porta a Castelmonte attraverso il borgo di Prepotischis, è nella sua parte finale impegnativo e solo per esperti.

Santuario della Beata Vergine Maria di Castelmonte

SANTUARIO di CASTELMONTE

 

E’ uno dei più antichi santuari d’Italia, ma sopratutto caro alle popolazioni friulane, venete e slovene ed è collocato sulla sommità di un monte, da secoli chiamano Monte delle Grazie a 618 m.s.l. Fonda le proprie in età romanatardo antica. Nel 200 d.c. l’edificio era circondato da possenti mura. In antico veniva indicato come il santuario di Maria del Monte o Madonna di Monte. Il primo documento che menziona il santuario reca la data del 18 maggio 1175 e riguarda la rinuncia de Hervico di Cividale a favore del monastero di Santa Maria in Valle, di beni che essi aveva in godimento. Nel 1419 il complesso subì un rovinoso attacco da parte degli Ungari e nel 1469 vi fu un grande incendio che distrusse parte della chiesa. Poche sono le tracce delle strutture murarie, costruite sulla roccia, che ancora si conservano; è visibile la torre-porta con il bastione d’avancorpo e l’ingresso formato da un antico arco a sesto rialzato, forse del periodo alto medioevale. Cuore della vita di tutto il borgo è sempre stata l’immagine della Madonna con il Bambino. La statua in grandezza naturale, è in pietra calcarea, risale al 1410, anche se poi fu più volte restaurata. Anche il santuario subì nel corso dei tempi lavori di sistemazione ed ampliamento e con l’arrivo dei francesi nel 1797, fu spogliato degli arredi pregiati e del tesoro. Per secoli fu chiamato semplicemente Madonna del Monte e così si chiama ancora in lingua friulana, Madone di Mont; all’inizio del secolo scorso si cominciò a chiamare ufficialmente Castelmonte. Dal 1914 è affidato ai padri cappuccini della provincia veneta. Nel 1943 fu bombardato dalle artiglierie tedesche. Fu colpita la chiesa, la sagrestia e il campanile. In seguito, la capienza della chiesa fu raddoppiata con lo scavo e la costruzione della chiesa inferiore.

Santuario di Monte Santo (Slo)

SANTUARIO di MONTE SANTO

 

Il Monte Santo fu menzionato per la prima volta nel 1368 (Archivio di Stato di Vienna). Qui si trovava una chiesa già nel XI secolo, probabilmente distrutta dai turchi nel 1470, di cui rimane testimonianza una lapide venuta alla luce durante gli scavi fatti per la costruzione della basilica nel 1541. Il primo santuario dedicato alla Vergine, fu costruito fra il 1540 ed il 1544 sul posto in cui la Madonna era apparsa nel giugno 1539 ad una pastorella di nome Urska Ferligoj di Grgar (Gargaro) . La Madonna raccomandò alla bimba di dire al popolo che lassù fosse costruita una casa , dove poter andare a chiedere la grazia. La chiesa successivamente costruita a tre navate, era un edificio maestoso in pietra tagliata di stile tardo gotico e rinascimentale, di una capienza da quattro a cinquemila persone. Nel 1786 l’imperatore Giuseppe II con un’ordinanza soppresse quello che era divenuto il santuario di Monte Santo. La chiesa fu abbandonata ed in parte demolita, e nel 1793, dopo la morte dell’imperatore, riedificata. La Grande Guerra la distrusse di nuovo, trasformandola in un vero cumulo di macerie. La prima pietra del nuovo santuario fu posta nel 1924. L’attuale basilica, progettata dall’architetto goriziano Silvano Barich su modello della Basilica d’Aquileia fu consacrata, con grande solennità, nel 1928 e ricostruita assieme al presbiterio e la sagrestia di cui fu artefice l’architetto Max Fabiani nel 1932. La Sacra Effigie del Monte Santo, incoronata con la corona d’oro in Piazza della Vittoria a Gorizia nel 1717, poté finalmente ritornare nella propria casa sulla vetta del Monte Santo. L’icona della Madonna sull’altare maggiore, che rappresenta la Beata Vergine con il Bambino in braccio tra i due Santi, Giovanni Battista ed il Profeta Isaia, è attribuita al veneziano Della Palma il Vecchio (Jacopo Negretti). Nel 1943, a causa degli eventi della Seconda Guerra mondiale, la Sacra immagine dovette ancora una volta lasciare il santuario. Nel 1947 fu trafugata, poi ritrovata a Roma e restituita ai legittimi rappresentanti del santuario; fu definitivamente ricollocata al suo posto, sull’altare maggiore della Basilica, nel 1951. Il santuario del Monte Santo, a soli 6 km da Solcano, amministrati dai frati francescani, ci offre ricchezze di carattere sacro e pregiatissime opere d’arte. Nella basilica vengono attualmente organizzati diversi concerti sinfonici, corali e d’organo.

SANTUARIO di MARIA ZELL

 

Il Santuario appare nella storia per la prima volta nel 1325: De S. Zenone de supra Judrium, e poi nel 1344: Sancti Zenonis in Sclauonibus. Dalla volta stellata del presbiterio e della campana che portava la data del 1575 si può dedurre che la seconda cappella-chiesetta dedicata a San Zeno-San Zenone e in stile tardo gotico, sia stata eretta nel XVI sec. La chiesa faceva parte della parrocchia di Canale d’Isonzo fino al 1757, quando fu elevata a curia con vicario. La denominazione del nuovo santuario, consacrato il 12 settembre 1761, deriva dalla statua che fu posta all’interno della chiesetta votiva che è la copia esatta della statua del santuario Mariano più grande del CENTRO-EUROPA, Maria Zell presso Sankt Polten nella Stiria Austriaca. La piccola chiesa fu ampliata nella seconda metà del XVIII secolo quando fu aggiunta una nuova navata con due torri campanarie con dei merli in cima, caratteristici per il Collio sloveno e la Slavia Veneta. Così la navata della chiesetta diventò il presbiterio e il preesistente presbiterio gotico divenne la sagrestia. La torre preservata e restaurata nel 1997 ricorda più lo stile alpino che quello mediterraneo. L’immagine attuale dell’altare e del 1847, l’altare maggiore invece, che fu per 100 anni l’altare maggiore nel santuario di Monte Santo, è probabilmente opera della bottega goriziana dei Pacassi del 1686. Quest’ultimo fu acquistato dai parrocchiani di Maria Zell dopo la soppressione del santuario di Monte Santo su imposizione di Giuseppe II nel 1786. Gli affreschi dei santi nelle quattro lunette della navata e la via Crucis del 1849 sono opere del pittore Leopoldo Perco di Lucinicco; i quattro evangelisti sul soffitto invece sono opera di Clemente del Neri. Il santuario di Maria Zell negli anni dal 1786 fino al 1793 e dal 1915 al 1928, quando il santuario di Monte Santo fu abbandonato e distrutto, divenne meta dei pellegrini, abituali frequentatori della basilica di Monte Santo.

 

Santuario Maria Zell (Slo)