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Chiesa di San Nicolò - loc. CLADRECIS

Chiesa di San Nicolò

È una chiesetta succursale della parrocchia di Prepotto, costruita sulle alture della vallata dello Judrio, in mezzo ad ubertosi e assolati vigneti. La località è preistorica. Furono trovati reperti del periodo neolitico su pendici collinari che digradano verso la valle dell'Judrio, nella Grotta di Cladrecis, del III millennio a.C.; si tratta di vasi e di decorazioni in ceramica. Il luogo è docu­mentato fin dal 24 febbraio 1319, allorché "Giovanni Fosco di Varmo ed Enrico del fu Guglielmo di Visnico, dimoranti nella città di Cividale, aventi potestà civile nella contrada di Cladrezis, e l'intero comune appartenente a quel garito ivi presente e consenziente, stabilirono ed ordinarono certi statuti (F. DI MANZANO, Annali del Friuli, voI. IV, Udine, 1862, p. 70)". Si deve supporre verso questo tempo anche l'e­sistenza della chiesetta dedicata ai santi Nicolò e Mauro, di antica titolarità, poiché in questo tempo esisteva la cortina in cui si faceva la sagra ogni anno. Comunemente la costruzione della attuale chiesetta viene accreditata al secolo XV. In un atto dell'11 maggio 1534, è ricordata come chiesa dei SS. Nicolò e Mauro (G. BIASUTTI, Quaderni 1.a busta dai "Civilium" dell'Abbazia di Rosazzo, p. 17. A.C.A.U.). Notizie più particolareggiate si ricavano dalla visita pastorale del 1666: "Martedì 25 maggio 1666 dopo disnare Mons. Virginio Manino Vic.Patr. Generale, dovuto rientrare a Udine per i suoi importanti affari, delega il M.R.Sr. Michele Brazzone, canonico di Cividale del Friuli, sosti­tuto a visitar le infrascritte VV.de chiese, ac­compagnato dall'Ill.mo Signor Agostino Portis, RR.di Preti Andrea Costaperaria cappellano di Prepotto et Thomas Colozzaro et da me Andrea Scobino custode del Duomo, si partì dalla me­desima et si portò cavalcando alla Ven.da Chiesa di S. Nicolò della Villa di Cadreccis et quella invisitando ritrovò consacrata sotto il titolo di detto santo. L'anniversario della Dedicazione si celebra ogn'anno la domenica dopo la festa di S. Giacomo. L'altare è consacrato, ha la tela cerata et altri tre mantili. La pala ha la pittura di No­stra Signora, S. Nicolò et S. Rocco. Nel mezzo dell'altare v'è una crocetta negra di legno, con­vivio delineato, candelieri di legno n° due. Vi è un calice con la coppa d'argento dorata, il piede di rame dorato. Patena di rame dorata, missale romano. Pianeta di ferandina con stola e mani­polo. Camice, amito et cingolo. Due confaloni un bianco di damasco et l'altro rosso pure di da­masco con sue aste. Due ceroferarij di legno per l'elevazione del SS.mo Sacr.to. L'altare vien governato dal carne raro di Fradielis. L'entrata che è di vino conzi 20 sopra i campi propri, lavorati dalli vicini et che pagano semensar, et di menuti stara 4; è unita a quella della sudetta Ven. Chiesa di Fradielis et amministrata dal comun sudetto. Mons. Visitator sostituto ordinò per l'altare due cuscini di cori d'oro,' che fussero dorate le patene di Fradielis et della stessa una doppo l'altra (A.C.A.U., Ms. 737, 17, 1666 Visita di Prepotto e filiali)". Il 18 agosto 1692, il visitatore, sempre caval­cando, arrivò a Quadrezzis dove, fra l'altro "vi­sitò la cassa, in cui si conservavano gli indumenti e suppellettili sacri, qual si ritrova nella Chiesa non essendo sacrestia ... La chiesa non ha l'ob­bligo che di una messa nel giorno della dedica­zione e le altre che si celebrano che saranno in numero di 12 in circa, vengono pagate per ratta dal Comune. Questa si mantiene unita mente colle rendite incorporate a quelle di Fradielis (A.c.A.U., Visite Pastorali, Cronistoria, vol. G, fase. 40, 263)". Nelle obbligazioni rilasciate dal visitatore il 15 maggio 1700 viene ordinato che "sia fatto un nuovo Presbiterio di zoccolo mag­giore di quello, che è ora di pietra et aggrandita ai lati anco la mensa ... Sia fatta una finestra a cornu evangeli) in faccia all'altra con vetriata che possa aprirsi e con sua ferriata, sij fatto un scuro alla prima finestra vicino alla porta (A.C.A.U., Visite Pastorali, cit., fase. 40,. 403)". Dagli ordini lasciati dal patriarca Dionisio Delfino nella sua visita del 16 giugno 1712, leggiamo che la chiesa viene chiamata di S. Nicolò di Seuza nella cura di S. Giovanni di Prepotto (A.C.A.U., Visite Pastorali, Documenti, vol. 6,n. 56 Prepotto). An­che nella visita pastorale del 21 maggio 1735, la chiesa è chiamata di S. Nicolò della villa di Seu­za, filiale della Chiesa parrocchiale della villa di Prepotto, "nella quale v'è un altare solo, e questo portatile, ha di entrata L. 93, si celebrano Messe numero 7, scritte d'obbligo, è consacrata (A.C.A.U., Visite Pastorali, Cronistoria, vol. G, fase. 50, 2-3)". Dopo queste brevi note economiche, nella vi­sita del 10 maggio 1763, la chiesa compare sotto la denominazione di Quadrecis: "fu visitata la detta chiesa di S. Nicollo consecrata con altare di legno con portatile .... Si visitò la sacristia .... Si ordinò che fosse scritto sul muro la sua dedica­zione (A.C.A.U., Visite Pastorali, cit., vol. H, fase. 59, Visita 1763, 4)". La sagrestia, dunque, deve essere stata costruita verso la metà del sec. XVIII, perché nelle precedenti visite non viene menzionata. Poi, nella visita del 1821, la chiesetta viene detta di Quadrezzis e viene ordinato "che sia atterrato il campanile che cade sopra la chiesa (A.C.A.U., Visite Pastorali, Documenti, vol. 30, n. 328, Rosazzo, fascicolo foraniale, visita 1821, n. 1 Prepotto)". Proseguendo nello spoglio delle visite pastorali, s'incontra anche il cimitero che cir­condava la chiesa. Nella visita del l gennaio 1826, si legge: "La chiesa di S. Nicolò di Barri, della frazione di Cladrecis con cimitero di cui non si fa uso. Ha un solo altare col titolo di S. Nicolò (A.C.A.U., Visite Pastorali, Documenti, voI. 6, n. 56 Prepotto)". Il campanile a vela fu atterrato e al suo posto fu eretta una torre campanaria a sezione qua­drata sul lato destro dell'aula nel sec. XIX, dopo la visita del 1821; quindi, fu alzata e completata nel 1914. Durante il conflitto 1915-18, la chiesetta fu requisita dai militari italiani e, a seguito dell'invasione, fu ridotta in cattivo stato. Il l otto­bre 1919, fu visitata da Mons. Liva, arciprete di Cividale, che ordinò di "riparare il tetto e la parete destra della navata che andrebbe in continuo deperimento per l'umidità che la pervade. Possibilmente provvedere per un armadio da riporvi i paramenti, manca di sacrestia, l'armadio verrà collocato nella chiesa; apporre i veli alle grate del confessionale (A.C.A.U., Visite Pasto­rali, Documenti, vol. 6, fase. 56)". Un robusto portico coperto a padiglione è aperto con due archi a tutto sesto, di differente ampiezza, sul fronte e sul lato destro, occupa buona parte della facciata sulla quale, nella parte superiore si apre una finestrella circolare. La costruzione è in pietra e la copertura in coppi. La porta principale con tracce di stemma e le finestre ai lati e l'aula sono rettangolari; questa ha il soffitto a travi scoperte e una finestra gotica nella parete destra. Il presbiterio, esternamente più basso dell'aula, è di forma quadrata, rico­perto da un soffitto in calce, carenato ed illu­minato da una finestra approntata sul lato de­stro. Sul culmine, al termine dell'aula, c'è una piccola monofora in pietra lavorata, senza cam­pana, Il campanile s'alza a lato dell'aula, ha quattro bifore e copertura a piramide. Nell'interno della chiesa, l'altar maggiore in legno conserva un dipinto su tela raffigurante S. Nicolò e S. Rocco in basso, la Vergine col Bambino in alto, del XVII secolo. Un crocifisso ligneo sulla parete sinistra del sec. XVII-XVIII quindi una croce astile del sec. XVIII in argento sbalzato e cesellato a due dritti: al centro la figura del Cristo tutto tondo, alle estremità motivi floreali a sbalzo. Il nodo è della stessa epoca, sbalzato e cesellato. Rovescio: al centro la Madonna in basso rilievo. Interessante anche l'acquasantiera in pietra: una base rozzamente sagomata e smussata agli spigoli sostiene il catino circolare, con orlo ingrossato. Non c'è sagrestia.

 

Fonte:Chiesette Votive - TARCISIO VENUTI